12) Hegel. La filosofia come conciliazione nell'Assoluto.

Nell'Introduzione all' Enciclopedia troviamo alcuni elementi
fondamentali della filosofia hegeliana. Nella prima lettura
abbiamo la distinzione fra la realt totale, piena di Dio e quella
dell'esistenza che  solo in parte reale. L'accidentale ed il
possibile non meritano di essere considerati come realt. Questa
parola si conf solo a ci che  razionale e in quanto tale ha i
caratteri della necessit. La lettura termina con una critica
all'intelletto, che ama il momento della contrapposizione fra
ideale e reale, fra essere e dover essere.
Nella seconda lettura Hegel si perita di demolire un principio
tradizionale della filosofia, noto con l'espressione latina:
"Nihil in intellectu quod prius non fuerit in sensu", proponendo
una formulazione opposta dello stesso principio.
Nella terza lettura egli spiega cosa si debba intendere per Idea
ed in che modo essa coincida con l'Assoluto.
Infine egli accenna alla triade dialettica, che sintetizza il suo
sistema scientifico.
G. W. F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in
compendio, Introduzione (pagina 457).

Per ci che concerne la religione, non  necessario tirarla in
mezzo in questo dibattito, giacch le sue dottrine sul divino
reggimento del mondo esprimono quelle proposizioni in modo ben
determinato. Per ci che riguarda il significato filosofico,  da
presupporre tanta coltura che si sappia non solo che Dio  reale,
_ che  la cosa pi reale e che  la sola veramente reale, _ ma
anche, nel rispetto formale, che l'esistenza  in parte,
apparizione, e solo in parte realt. Nella vita ordinaria si
chiama a casaccio realt ogni capriccio, l'errore, il male e ci
che  su questa linea, come pure ogni qualsiasi difettiva e
passeggera esistenza. Ma gi anche per l'ordinario modo di pensare
un'esistenza accidentale non meriter l'enfatico nome di reale: _
l'accidentale  un'esistenza che non ha altro maggior valore di un
possibile, che pu non essere allo stesso modo che . Ma, quando
io ho parlato di realt, si sarebbe pur dovuto pensare al senso
nel quale adopero quest'espressione, giacch in una mia estesa
Logica ho trattato anche della realt, e l'ho accuratamente
distinta non solo dall'accidentale, che pure ha esistenza, ma
altres dall'essere determinato, dall'esistenza e da altri
concetti. _ Alla realt del razionale si contrappone, da una
parte, la veduta che le idee e gl' ideali non siano se non
chimere, e la filosofia un sistema di questi fantasmi cerebrali; e
dall'altra, che le idee e gl'ideali siano alcunch di troppo
eccellente per avere realt, o anche di troppo impotente per
procacciarsela. Ma la separazione della realt dall'idea 
specialmente cara all'intelletto, che tiene i sogni delle sue
astrazioni per alcunch di verace, ed  tutto gonfio del suo dover
essere [_].
E' un antico detto, che si suole attribuire falsamente ad
Aristotele, con l'intenzione che vi si trovi espresso il punto di
vista della sua filosofia:  nihil est in intellectu, quod non
fuerit in sensu : non v' niente nell'intelletto che non sia
stato gi nel senso, nell'esperienza. Che la filosofia speculativa
non voglia concedere questa proposizione,  da stimare da parte
sua un semplice malinteso. Ma, per converso, bisogna egualmente
affermare:  nihil est in sensu, quod non fuerit in intellectu ,
_ nel significato generale che il nos [mente], o, intendendolo
pi profondamente, lo spirito,  la causa del mondo, e in quello
pi ristretto, che il sentimento giuridico, morale, religioso  un
sentimento, e quindi una esperienza di tal contenuto che ha la sua
radice e la sua sede soltanto nel pensiero [_].
Il medesimo svolgimento del pensiero, che  rappresentato nella
storia della filosofia,  rappresentato anche nella filosofia, ma
libero da quelle esteriorit storiche, puro nell'elemento del
pensiero. Il libero e vero pensiero  in s concreto, e perci 
idea: e, in tutta la sua universalit,  l' Idea o l' Assoluto. La
scienza di esso  essenzialmente sistema, perch il vero, come
concreto,  solo in quanto si svolge in s e si raccoglie e
mantiene in unit, cio come totalit, e solo mediante il
differenziarsi e la determinazione delle sue differenze sono
possibili la necessit di essere e la libert del tutto.
Un filosofare senza sistema non pu esser niente di scientifico;
ed oltrech un siffatto filosofare per s preso esprime piuttosto
un modo di sentire soggettivo, , rispetto al suo contenuto,
accidentale. Un contenuto ha la sua giustificazione solo come
momento del tutto, e fuori di questo  un presupposto infondato o
una certezza meramente soggettiva: molti scritti filosofici si
restringono in tal modo ad esprimere soltanto pareri e opinioni. _
Con la parola sistema vien falsamente intesa una filosofia che ha
un principio limitato e diverso da altri: , per contrario,
principio di vera filosofia contenere in s tutti i princpi
particolari [_].
Come di una filosofia non pu darsi una rappresentazione generale
preliminare, perch solo il tutto della scienza  la
rappresentazione dell'Idea, cos anche la sua partizione non pu
esser compresa se non mediante l'idea: la partizione  qui, come
l'idea da cui si desume qualcosa di anticipato. Ora l'idea si
dimostra essere il pensiero identico senz'altro con s stesso, e
questo, insieme, come l'attivit che si pone di fronte a s a fin
di esser per s, ed in quest'altro da s giungere soltanto a s.
Onde la scienza si divide in tre parti:
I. La Logica, la scienza dell'Idea in s e per s;
secondo. La Filosofia della Natura, come la scienza dell'Idea nel
suo alienarsi da s;
terzo. La Filosofia dello Spirito, come la scienza dell'Idea, che
dal suo alienamento ritorna in s.
G. W. F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in
compendio, Laterza, Bari, 1975,  pagine 9-11,  14,  22-23 e 26-27.
